Arzachena Parrocchia Santa Maria della Neve



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Storia di Arzachena

Rioni di Arzachena

L’origine di Arzachena si perde nella notte dei tempi. Forse la prima testimonianza risale addirittura ad Omero che nel capitolo X dell’Odissea descrive l’avventura di tre uomini, inviati da Ulisse alla ricerca di acqua nel nostro territorio…
Nelle strada levigata e spianata incontrano la figlia del re Antifate che scende alla fontana. I marinai conoscono la casa del padre, una fortezza aguzza ( un nuraghe?), e la sorgente detta Artachien, che significa fonte dell’Orso, trasformato poi in "ARTAKIENA".
C’è anche chi sostiene che il nome Arzachena, a similitudine dei toponimi "Arbatax" e "Assemini", di derivazione araba, che significherebbero rispettivamente quattordici ed ottavo (miglio) per intendere la distanza da Cagliari, deriverebbe dall’arabo e significherebbe "luogo dell’azzurro".
Il professor Bernardo Sansan, preside del Liceo Dettori di Tempio, deriva come possibile spiegazione etimologica popolare di "Arzachena dalla fusione ibrida di gallurese e latino di "alza a cena".
A giudicare dai numerosi siti archeologici risalenti all’epoca preistorica, Arzachena fu abitata fin dai tempi più remoti. Dell’epoca romana abbiamo soltanto i toponimi "Turublum Minus" e " Turublum Maior", qualche tratto della antica strada e dei cippi dell’ “Itinerarium Antonii”, mentre del periodo medioevale sappiamo che Arzachena, allora chiamata “Arseguen”, era una villa del giudicato di Gallura.
Passata a Pisa nel 1298 con la fine del giudicati e poi agli Aragonesi nel 1326, nel 1376, colpita da una terribile pestilenza, fu completamente abbandonata dalla popolazione.
Nei secoli successivi, vi si insediarono solo pochi pastori a causa delle invasioni dei pirati e della noncuranza del governo spagnolo. Solamente nel XVIII secolo si assiste al ripopolamento delle zone marine, favorito dalle correnti migratorie interne, da pastori e fuggiaschi corsi ed anche
da numerosi banditi e contrabbandieri, un'aggregazione di individui prevalentemente violenti e privi di senso morale, dediti al furto e al brigantaggio, che vivevano come "fiere e cinghiali", seguendo i peggiori istinti.

Il Re di Sardegna Vittorio Amedeo II di Savoia, da tempo preoccupato della ingovernabilità della vasta zona, avendo ormai constatato l' inutilità delle sanguinose repressioni, ritenne che unico e necessario rimedio a tanto male, fosse l' invio di sacerdoti che convivendo con quei feroci pastori e briganti, li moralizzassero con la predicazione del Vangelo e la pratica della vita cristiana.

In seguito agli accordi stipulati tra Vittorio Amedeo II ed il suo successore Carlo Emanuele III, e mons. Bernardino Demartis della Collegiata di Tempio ed il preconizzato Vescovo di Ampurias e Civita, Francesco Ignazio Guiso, tra il 1774 e il 1776, furono edificate quattro chiese campestri nella zona di Liscia, Oviddé, Marrata, e presso l'ovile di Gio Maria Sanna in Arzachena.
A partire dal 1776 i registri della Parrocchia di Santa Maria della Neve documentano il progressivo popolamento della zona, favorito anche dal fatto che i pastori si riunivano piuttosto numerosi per festeggiare, nella terza domenica di maggio, Santa Maria della Neve e san Pietro.

Come per molti altri paesi della Gallura, la chiesa è stata determinante per la formazione della più antica borgata rurale da cui poi è nato e si è sviluppato il paese. La lontananza da Tempio ed il totale abbandono della borgata da parte dell’amministrazione del capoluogo spinse la numerosa popolazione a chiedere l’autonomia amministrativa che si conquistò il 14 maggio del 1922.
Il merito della conquista dell’autonomia amministrativa va ad un comitato promotore e soprattutto ai fratelli Michele e Salvatore Ruzittu.
Paese rimane prevalentemente agricolo fino agli anni sessanta del novecento.
La Diga del Liscia era stata costruita in previsione dell’irrigazione delle sue campagne…
Michele Ruzittu aveva intravvisto, con vero senso profetico, per la zona di Monti di Mola ed in particolare per la costa da Liscia di Vacca a Capriccioli, la possibilità di uno sviluppo che avrebbe cambiato radicalmente la vita degli abitanti.
Un evento, quello turistico, che ebbe inizio nel 1961e che fu il motore trainante dell’economia arzachenese, della Gallura e dell’intera Sardegna.


Breve Storia di Arzachena ( di Francesco Cossu )


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