Arzachena Parrocchia Santa Maria della Neve



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Pasqua

Festivià e Ricorrenze

La Pasqua cristiana trae la sua origine da Pèsach, cioè la Pasqua ebraica, e tramite Gesù e la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione, Dio porta a compimento il disegno salvifico pensato per tutti gli uomini. L'Ultima Cena di Gesù si svolge all'interno della celebrazione del Séder di Pèsach.

(Gv 20,19-21)


Presso i cristiani la Pasqua commemora la resurrezione di Cristo e viene celebrata tra il 22 Marzo e il 25 Aprile. Nei primi tempi ricordava l'Ultima Cena avvenuta il giovedì precedente l'ultima Pasqua di Gesù, e inoltre la Sua morte e resurrezione. In seguito la chiesa occidentale celebrerò la Pasqua solo in memoria della resurrezione quindi la maggiorfesta dell'anno liturgico.

La Pasqua settimanale, la "domenica", celebrata sin dai primi tempi, diventò ufficialmente giorno festivo solo dal 321, con una legge dell'imperatore Costantino, ma per i cristiani lo era già da oltre un secolo.Dalla metà del secondo secolo si cominciò ad organizzare un periodo di preparazione alla Pasqua annuale, periodo che, all'inizio del quarto secolo appare già di 40 giorni: Quaresima.

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo shabbat, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Jeshuah, si fermò in mezzo a loro e disse: «Shalom!». Detto questo, mostrò loro le mani ed il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Jeshuah disse loro di nuovo: «Shalom! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi»”

(Gv 20,19-21)



Guida per il Giovedì Santo

Guida per l’adorazione del S.S. Sacramento dell’Eucaristia nei rioni per il :

Giovedì Santo precedente la Pasqua.


Introduzione:

in questa settimana santa rivivremo ciò che ha vissuto Gesù nel Cenacolo, nel Getsemani, sul Calvario. Domenica parteciperemo al suo trionfo con la celebrazione della Santa Pasqua.

Questa sera ci soffermeremo a meditare su un punto particolare: ciò che Gesù ci ha detto ed ha fatto nel Cenacolo.

Istituzione dell’Eucaristia: leggere Matteo 26, 26 - 29

Breve commento:

“Fate questo in memoria di me”.
Gesù non ci propone di ripetere un semplice rito con la celebrazione della messa, ma di ripetere dei gesti concreti nelle relazioni quotidiane, nella vita di ogni giorno verso gli altri. Egli vuole che facciamo come ha fatto lui. Egli, capo, ha servito tutti; Egli, Signore, si è fatto schiavo dei servi.
Egli è il modello da imitare.

Brevi momenti di silenzio e poi un canto

La lavanda dei piedi: leggere Giovanni 13, 1 - 17

Breve commento:


Nell’ultima cena Gesù indossa una veste di servo e da quel momento non la toglierà più: rimarrà sempre con quella veste di servo, non solo quando laverà i piedi degli apostoli, ma anche quando si recherà nell’orto degli Ulivi e sulla croce. Versando il suo sangue, laverà ancora gli uomini dei loro peccati. Egli ha capovolto i ruoli: pur essendo il capo, si mette a nostro servizio. Vuole farci capire che ci ama, che ci serve. Vuole che lo imitiamo. Quanto ha fatto Lui, lo dovremmo fare anche noi.


Brevi momenti di silenzio e poi un canto

Promessa dell’invio dello Spirito Santo: leggere Giovanni 16, 1 - 15

Breve commento:

Agli apostoli, tristi per la sua partenza, Gesù promette che invierà lo Spirito Santo.
Anche se dovranno affrontare delle difficoltà, lo Spirito Santo li renderà capaci di restare testimoni di Gesù nel tempo, li illuminerà per comprendere le parole di Gesù, li unirà a Cristo ed a tutti i membri della chiesa come i tralci alla vite. Infine, farà gustare la pienezza della gioia: le sofferenze saranno come il travaglio del parto. Il nostro cammino è lo stesso di quello di Gesù, verso la gloria.


Brevi momenti di silenzio e poi un canto

La preghiera per la chiesa: leggere Giovanni 15, 1-17

Breve commento
:

Gesù, dopo aver usato l’immagine del pastore che raduna il gregge, che cerca la pecora smarrita, con l’esempio dei tralci uniti alla vite vuole farci capire l’importanza e la necessità di essere uniti a Lui.
Solo il tralcio, unito alla vite, produce uva. Anche noi, se separati da Lui, non porteremo frutto.

È un comando di Gesù che ripete per ben otto volte: essere con lui per imparare a servire.
Se non rimaniamo con lui, anche con tutta la nostra buona volontà, invece di fare del bene, faremo dei danni enormi anche alla chiesa.

Brevi momenti di silenzio e poi un canto

Preghiere spontanee dei fedeli;
Recita comunitaria del Padre nostro;
Preghiera finale:

“Guarda con amore, o Dio, la vittima che tu stesso hai preparato per la tua chiesa;
ed a tutti coloro che mangeranno di questo unico pane
e berranno di questo unico calice, concedi che,
riuniti in un solo corpo dallo Spirito Santo, diventino offerta viva in Cristo,
a lode della tua gloria”. Amen.

Canto finale


Pasqua 2011 - Processione e Santa Messa - Prima Parte

Riprese e montaggio video: Pasquale Vaccarella (RM)

Pasqua 2011 - Processione e Santa Messa - Seconda Parte

Riprese e montaggio video: Pasquale Vaccarella (RM)


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