Arzachena Parrocchia Santa Maria della neve


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Arte e Lavorazione del Ginepro e del Tessuto Sardo

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Associazione Onlus " La Rosa Bianca "
Parrocchia Santa Maria della Neve - Arzachena (OT)
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Mostra Mercato dell' Arte e della Lavorazione del Ginepro e del Tessuto Sardo
Presso la :
Cripta Parrocchiale - Viale Costa Smeralda - Arzachena
Nei giorni
2 e 3 Aprile 2011

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Venerdì 08 aprile 2011


Gallura / Arzachena

Nasce una comunità in un terreno regalato da una famiglia benestante
Una donazione che ridà la speranza
Parte un progetto della parrocchia: dieci giovani coinvolti


Ragazzi impegnati ogni giorno nelle campagne di Lu Sali, nella borgata di San Giovanni: si pulisce il bosco e si realizzano anche oggetti artigianali.

Dieci ragazzi e un sogno: far nascere un agriturismo. Lasciando alle spalle le difficoltà degli adoloscenti e cominciando a costruire un futuro migliore. Tutto grazie alla parrocchia e a una generosa famiglia che ha donato a don Francesco Cossu un terreno di ventisette ettari. Qui, nella zona di Lu Sali, è nata la comunità “La rosa bianca”, dove hanno trovato ospitalità i ragazzi in cerca di un nuovo percorso di vita. Per loro, grazie al progetto firmato dal parroco di Santa Maria della Neve, ogni giorno c'è tanto da fare, fin dalle 8 del mattino.

IL LAVORO
L'appuntamento per tutti è a Lu Sali, in uno stazzo nelle campagne di San Giovanni: c'è da pulire il sottobosco, selezionare i legnami che poi diventeranno tavoli, sedie, arredi, oggetti sacri. Ma non è tutto: c'è chi si dedica anche alla lavorazione dei tessuti seguendo le tecniche dell'artigianato sardo. Sabato e domenica scorsi la prima esposizione ha raccolto numerosi consensi. Le opere intarsiate nel ginepro sono state vendute in poche ore e i ricavati finanzieranno in parte i sogni di Luca, Marius e Gabriele e tanti altri.

IL GRUPPO
I diciottenni appartenenti al gruppo parrocchiale spiegano come hanno scoperto l'entusiasmo del fare, produrre e guadagnare con fatica. Insieme a Giuseppe Sanna, l'educatore che da venti anni è direttore della comunità Casa di Nazareth di Sorso, la giovane compagnia ha colto il piacere di un lavoro appassionante. Fatto di manualità, dedizione e anche di spiritualità.

L'ENTUSIASMO
Dopo sei mesi di impegno e coinvolgimento hanno consolidato l'amicizia e adesso vogliono trasmettere questa nuova forza anche ad altri ragazzi che per vari motivi reprimono potenzialità e talenti. «Oggi abbiamo un lavoro e un obiettivo», spiega Marius, diciassette anni, occhi azzurri e doppiopetto scuro con cui accoglie gli ospiti della mostra: «Ci aiutiamo a vicenda e ci confrontiamo sulle nostre esperienze.La sera, dopo il lavoro, ci riuniamo con Giuseppe, parliamo tanto e leggiamo. Lui ci ha insegnato ad avere speranza e a credere in noi. A volte siamo stretti nelle nostre sofferenze, ma aiutando gli altri scopri, invece, quanto bene ti fai».

I PREGIUDIZI Gli adulti, a volte, ti guardano da lontano, ti giudicano e ti etichettano. «Non ci sentivamo capiti, e molti non credevano in questo progetto, ma lavoriamo tanto e continueremo a farlo. Abbiamo buone idee in testa e vogliamo realizzarci - spiega Luca - Ora stiamo pulendo il bosco, dove pensiamo di allestire un campeggio estivo per ragazzi e in futuro vorremmo avviare un agriturismo. Alcuni di noi hanno frequentato i primi anni dell'istituto alberghiero, ma qualcosa è andato storto. Oggi c'è stata offerta un'altra opportunità e la sfrutteremo al massimo».

ISABELLA CHIODINO
( L'Unione Sarda )




Parrocchia Santa Maria della Neve di Arzachena - Comunità " La Rosa Bianca " - Associazione Onlus




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Articolo pubblicato su Rinnovamento del mese di Maggio 2011

Dopo quella dei Presepi, nella cripta di S. Maria della Neve, nei giorni 2 e 3 Aprile scorso, è stata allestita, un’ altra bella mostra di piccole e grandi opere in legno di ginepro ed anche di altro: liquore di mirto, cestini di dolciumi, piccoli manufatti e tessuti in stile sardo. Tutto creato dai ragazzi della comunità parrocchiale “ La Rosa Bianca ”.
Gli oggetti più spettacolari erano: tavoli, sedie, attaccapanni, cornici, quadretti, realizzati utilizzando ceppi e rami di ginepro, sfruttandone le venature, le contorsioni, i colori.
I risultati sono stati sorprendenti per l’ inventiva con cui sono stati segati, piallati, uniti, lucidati i tronchetti e le tavolette piene di nodi, buchi, imperfezioni che rendono i manufatti pezzi unici, irripetibili.
Indubbiamente i ragazzi devono essere stati consigliati e guidati da qualche artigiano esperto; ma il lavoro e la fatica è stata tutta loro:
di un gruppo di ragazzi di età compresa tra 16 ed i 20 anni che si sono decisamente impegnati con risultati a dir poco eccellenti, tanto è vero che molti di questi oggetti sono stati subito acquistati dai visitatori e che Don Francesco ha acquisito un tavolo, con il piano di cristallo molto grande, sostenuto da un bellissimo ceppo ramificato e lo ha posto, alla destra dell’altare, nella chiesa di Santa Maria della Neve.

Ma, visionando la mostra, un’ altra cosa ha impressionato in maniera molto favorevole i visitatori: lo stile, il garbo e la cortesia dei ragazzi che, bene organizzati e impostati, hanno presentato le loro opere.
Tutti erano vestiti in maniera elegante e signorile. All’ingresso un distinto giovane, in abito scuro, accoglieva con gentilezza tutte le persone che entravano e salutava, porgendo un’immagine sacra, chi usciva.

Insomma questi ragazzi, per come si sono presentati, hanno dimostrato di essere veramente bravi ed educati; di avere voglia di impegnarsi e di poter fare bene qualsiasi cosa.
Nell’ incoraggiarli e sostenere le loro iniziative, facciamo a loro ed a chi li guida i più fervidi auguri.

Luigi Turco

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